lunedì, 31 ottobre 2005

Lost to apathy

Ero immune da tutto questo, felicità senza fine e pieno controllo (illusione?).
Ho fuso la mia anima e l'ho lasciata colare in un calderone stregato, pienamente conscio dei rischi che correvo. Il filtro è stato buono, davvero, ma è bastato per un pasto solo; e non si può preparare uguale tutte le sere.
Un solo no fa più male di quanto cinque possano far gioire. Dimenticare questo significa esporsi, ma significa anche vivere.
Sono nascosto nel buio. La fuori ci sono centinaia di streghe che preparano pozioni.
Ma il mio sangue ribolle, avido e desideroso dell'unico sorriso che stasera non vedrà. Dove sono i miei anticorpi?
Devo espellere queste tossine, sono ancora in tempo?
Devo... si... ma voglio?



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sabato, 29 ottobre 2005

Il calore confortante delle abitudini...

Ecco, forse è buffo che proprio io scriva su questo tema. Io amo innovare e sperimentare, dovrei essere (e spesso sono) l'antitesi dell'abitudinario.
Tuttavia una delle mie caratteristiche è quella di essere attratto dagli estremi, cercando l'equilibrio dinamico nell'oscillazione piuttosto che quello statico delle orripilanti "vie di mezzo".
Quindi a volte trovo felicità e conforto nei riti.
Uno di questi è il modo in cui passo le giornate del sabato, che dalle 11:00 alle 21:00 sono sempre molto simili.
Il pranzo del sabato all'Albero Fiorito, trattoria top secret di milano, è per una parte del mio giro di amici qualcosa di sacro e irrinunciabile. La clientela è composta da fedelissimi di tutte le età, da anni infatti il proprietario si rifiuta di accettare nuovi clienti (a meno che non sia vuoto, cosa che non capita quasi mai). Noi, che andiamo da circa 13 anni, siamo i più novellini; i personaggi-icona della trattoria sono li dagli anni '60 (e, essendo ancora in buona salute, la dicono lunga sulla qualità del posto).
Non è che ognuno di noi vada li ogni sabato da 13 anni: no! Anzi io per anni non sono andato. E' il gruppo che va li. Ovvero, chiunque abbia voglia di andare non deve chiamare nessuno: si presenta li e ha la certezza di trovare qualcun'altro. Non si sa chi, ed è quello il bello: pranzo con sorpresa.
Le rarissime volte che non si trova nessuno, è ancora meglio perchè si finisce a mangiare con perfetti sconosciuti (che dopo 5 minuti non sono più tali).
Il menu è vario e dipende dall'umore e dalla giornata: da citare il riso al salto (quando c'è), il roast-beef (idem), il formaggio fritto, la bistecca di cavallo, la carne cruda di cavallo, le uova strapazzate con cipolla, le pesche al vino...
Dopo almeno mezzo litro di Refosco a testa, e la chiusura con grappe varie, ci si trasferisce in gelateria. Il percorso è talmente rigoroso che negli anni si è formato un solco nel marciapiede, e gli abitanti della zona regolano l'ora sul nostro passaggio.
Poi il gruppo si scioglie e ognuno va per i cazzi suoi.
Io generalmente passo a comprare un CD metal, arrivo a casa verso le 15, lo metto su e crollo -cotto dal vino e dalle grappe- almeno fino alle 20.
Quando mi sveglio... beh torno l'essere assolutamente imprevedibile che conoscete.
Non so molto bene dove andrò stasera. Ho una persona da passare a prendere ad una certa ora e questo mi basta per sperare in una bella serata. E poi ho il telefono pieno di numeri... gli altri ci raggiungeranno se ne avranno voglia. :-)
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giovedì, 27 ottobre 2005

Sono maledettamente, dannatamente, perdutamente INNAMORATO...

...di questo fantastico album:



Lo ascolto e lo riascolto rapito, in auto finchè non arrivo al parcheggio, con l'Ipod in MM, sul PC in ufficio... Me lo passo tra le mani... AAARGHH!
Cathode Ray Sunshine è anche la suoneria del mio cellulare...
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Nella folla omogenea un volto conosciuto, anche se da poco tempo.
Un incontro in Metro non previsto, gioia spontanea da controllare un po' per non essere invadente.
"Non sono preparato per questo, non sono preparato per questo, non sono preparato per questo"...
Raccolgo le forze, e sorrido.
"SEI DIVERSO", detto con un viso troppo radioso che insieme mi da una conferma e mi apre una voragine di nuove incertezze che non posso permettermi.
Proprio stavolta il mio essere duale, il mio essere luce che porta tenebra e tenebra che illumina in misture variabili, mi crea delle difficoltà?
Due occhi vivi che continuano ad interagire con i miei durante discussioni neutre, da metropolitana.
Arrivo alla mia fermata, lei deve proseguire, non voglio scendere da quel vagone, sono ipnotizzato, affascinato.
Il pensiero va alla persona che mi sta attendendo a quella fermata, al mio appuntamento di quella sera.
Sorrido sempre.
C'è un ritmo giusto e un tempo giusto per tutte le cose.
Sorrido sempre, con tutto il corpo.
Scendo.
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martedì, 25 ottobre 2005

Di solito non scrivo recensioni di film, perchè oggettivamente in generale non sono all'altezza del compito.
Tuttavia faccio un'eccezione perchè sabato scorso guardando "I guardiani della notte", recente film russo diretto da Timur Bekmambetov e tratto da una trilogia di romanzi dell'autore -sempre russo- Sergei Lukyanenko, mi sono fatto alcune idee che non ho ritrovato in nessuna delle recensioni ufficiali.
Sono d'accordo con queste sul fatto che il film non sia un granchè, tecnicamente parlando. Tuttavia, questa visione è un po' viziata dal fatto che ormai siamo abituati ad una perfezione tecnica e formale del cinema occidentale, che facilmente maschera un vuoto impressionante di idee e contenuti.
Il film narra dell'eterno conflitto tra le tenebre e la luce, ma da una prospettiva alla quale non siamo abituati: quella neutrale.
In occidente il bene è bene in quanto tale, e il male è male in quanto tale. Nella visione americana dell'antico dilemma questa separazione è addirittura talmente netta da non lasciare spazio al benchè minimo dubbio interpretativo. Il bene vince, il male perde.
Ne "I guardiani della notte" la luce e il buio (notare: non il bene e il male, ma qualcosa di più sottile) sono forze paritetiche, e si tende a sottolineare in più riprese le zone d'ombra presente nella luce, e viceversa. Certo nella visione orientale questo non è certo una novità: basti pensare al simbolo Yin/Yang.
In nessuna delle scene lo spettatore è portato a "prendere una posizione", o a simpatizzare per l'una o l'altra fazione. D'altronde, come viene spiegato dall'autore, dal momento in cui ci si accorge di essere un "altro" (ovvero non un umano normale) occorre scegliere da che parte stare, senza che nessuna delle due fazioni tiri dalla propria parte.
E proprio nel finale l'apoteosi: l'essere che si intuisce diventerà il più potente esponente delle forze del buio, viene creato a causa di una passata debolezza di uno degli esponenti della luce...
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lunedì, 24 ottobre 2005

Resoconti di un blograduno

Cercherò stamattina di spiegarvi perchè, quando toccherà a me ospitare il prossimo blograduno, sceglierò una località amena in mezzo alla campagna e ad almeno 10 Km da qualunque altro essere umano.
Il rischio è infatti di avere 10 bloggers con volti e vestiti altamente poco raccomandabili che, mezzi ubriachi e con il loro solito modo diretto di affrontare le discussioni, si mettono a commentare i fatti tuoi sotto i balconi dei vicini di casa. I quali vicini, ovviamente, si intravedevano terrorizzati e asserragliati dietro finestre semi-chiuse, intenti a non perdere neanche una parola.
Mi permetterete una certa licenza poetica nel ricostruire a grandi linee una delle discussioni... forse non ricordo la successione esatta, ma il senso è stato:
Blogger1) Certo che questa festa di matrimonio di M. sta venendo proprio bene (ovviamente M. è la padrona di casa)
B2) Eh si, certo però... che jella vero? Quella sera erano in 5 e solo lei è rimasta incinta
B3) Ma tu pensi che lo terrà questo bambino?
B4) Mah... non saprei... non credo che sia tipo da aborto, penso che lo darà in adozione
B5) Effettivamente ad oggi i bambini di colore sono molto richiesti, è trendy
B6) Peccato che il padre non sia potuto venire...
B7) Quanto deve scontare ancora? Dicono che quel posto sia veramente un inferno

....

Bastardelli, vero? :-)
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giovedì, 20 ottobre 2005

Sono decisamente malato...

Stavo scrivendo un documento Word (un'analisi di fattibilità per essere precisi) e volevo evidenziare una frase scrivendola in grassetto.
Quando mi sono sorpreso a scrivere <B>frase da evidenziare</B>, ripeto: in un documento Word, mi sono sentito un emerito coglione...
Buongiorno a tutti!


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lunedì, 17 ottobre 2005

Post potenzialmente pericoloso

Da settimane, sul forum di Italians, imperversa una discussione sulle aritmetiche relative alle età reciproche in una coppia. Ovvero si è partiti a discutere di coppie in cui lei ha 25 anni e lui 50, qualcuno ha osservato che ogni tanto accade il contrario, chi è a favore, chi contro, chi lo legittima biologicamente... insomma ognuno ha la sua risposta, magari anche giusta nel contesto che conosce.
Sono passate osservazioni di tutti i tipi, dalle più banali (l'uomo infantile che cerca la freschezza della gioventù che non ha più, la ragazza che corre dietro ai soldi e al potere) alle più raffinate/antropologiche (tipo: anche le scimmie fanno così. Bella consolazione).
Io vorrei aggiungere un paio di punti che derivano dalla mia esperienza personale (e quindi mi guardo bene dal generalizzare).
Premessa: ad oggi 10 anni di differenza fanno una generazione, vista la velocità con cui il mondo cambia.
Io credo che coppie con almeno 10 anni di differenza (chi dei due sia più giovane non ha importanza in questo contesto) abbiano un enorme vantaggio: le due parti si trovano in fasi della vita differenti, e quindi potenzialmente complementari.
Parliamoci chiaro: uomini e donne, a 30 anni, vivono la prima vera forte crisi. I primi iniziano ad accorgersi dei propri limiti (lavorativi, fisici, ecc...) e iniziano ad accumulare aspettative che non si concretizzano e non lo faranno mai, le seconde (oltre a questo) iniziano ad avere le prime paure ormonali.
Quanta strada può fare una coppia in cui lui è fragile e insicuro e lei è angosciata e lamentosa?
Sostanzialmente quello che affermo è che in una coppia lui e lei dovrebbero avere problemi differenti, in modo da potersi aiutare a vicenda. Se i problemi sono gli stessi... è impossibile!
Ho molte amiche che non andrebbero mai con un coetaneo: o uomini più giovani (sdrammatizzano le situazioni, sono allegri e vivaci) o uomini più vecchi (sono stabili e affidabili, e le venerano). E lo stesso discorso si può fare al contrario.
Insomma: poche cazzate teoriche. Le coppie funzionano solo se ognuno dei due ha qualcosa da offrire di prezioso all'altro. E in questo mondo pieno e saturo di oggetti materiali, le cose più preziose riguardano la sfera dei comportamenti e del carattere, le emozioni e i sentimenti.
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venerdì, 14 ottobre 2005

Tanto per capire come siamo messi...

 
C'è un pensiero che mi arrovella da un bel po' di tempo, e che vi lascio come bacio della morte (stavo per scrivere saluto, ma sono stronzo) per il weekend.
La maggior parte delle persone che compone questo blog-ecosistema (ovvero quelli che commentano qui e quelli sui quali io commento) ha un trascorso ideologico leggermente a sinistra.
Io decisamente no.
Ora... per quale bizzarro motivo siamo sempre d'accordo sulle tematiche economico-sociali?
Ma quando cielo e terra si incontrano, o se vogliamo inferno e paradiso si confondono, non è vicina la fine del mondo?
O forse è solo il segnale che la distinzione destra e sinistra non ha più ragione di esistere, essendo stata sostituita dalla contrapposizione tra teste vuote (egregiamente rappresentati dall'intero arco costituzionale attuale) e teste pensanti (rappresentate politicamente da un cazzo di nessuno)?
Siamo sul Titanic. Il mare è piatto e bellissimo. Qualcuno viene a ballare con me sul ponte 3?
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giovedì, 13 ottobre 2005

Mi rendo conto che dovrei impegnarmi per dare pensieri originali, invece che riportare pensieri e link di articoli scritti da altri.
Ma quando gli "altri" fanno dei capolavori di sintesi, non posso che inchinarmi e suggerirvi un'altra sana lettura.
Questo articolo di Beppe Severgnini spiega molto bene come la penso sull'argomento, e non sarei mai stato in grado di esprimerlo come lo ha fatto lui.

L'antidoto alla melassa italiana
(Corsera online)
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martedì, 11 ottobre 2005

Vi segnalo questo bellissimo articolo (tratto peraltro da un bellissimo sito, bellissimo per chi si occupa di economia e di politica economica):
Cosa accade a chi cambia la legge elettorale
(Fonte: http://www.lavoce.info)

Sostanzialmente illustra molti esempi di casi in cui chi nel passato ha cambiato la legge elettorale a ridosso delle elezioni per assicurarsi una teorica vittoria, l'ha spesso preso nel... BIP...
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lunedì, 10 ottobre 2005

Ma di cosa cazzo sta parlando?

Alain Elkann attacca Vespa: indelicato
Lo scrittore: «Mi hanno telefonato per chiedermi di andare a parlare di questa vicenda. Mi vergogno di essere italiano»

Immagino che tutti ormai sappiate di cosa si sta parlando.
Vorrei ribadire e sottolineare una cosa.

Sig. Elkann, ma cosa cavolo sta dicendo? IO mi vergogno ad essere italiano, LEI si deve solo vergognare del figlio che si ritrova e dell'ambiente in cui sguazza quando fa comodo. Giriamola in un altro modo, giusto per farmi querelare meglio: se LEI è italiano, IO non lo sono.

E' chiaro il concetto? Ora ce n'è un secondo.
Visto che i disastri che ha fatto la FIAT, che sta facendo la FIAT e che continuerà a fare la FIAT, li pago IO con le mie tasse e con il generale abbassamento della MIA qualità della vita, posso almeno pretendere che ci sia una classe dirigente meno improvvisata?

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venerdì, 07 ottobre 2005

Frasi da meditare e da ricordare

Tutti pensano di cambiare il mondo, nessuno di cambiare se stesso
(L. Tolstoj)

Chi vive senza follia non è così saggio come crede
(F. La Rochefoucault)

Per essere insostituibili bisogna essere diversi
(C. Chanel)

Nessuno può essere libero se costretto ad essere simile agli altri
(O. Wilde)

Piaciute? Profonde? Che figata eh?

Ma vah! Le ho trovate stampate sulla lattina del Chinotto!
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giovedì, 06 ottobre 2005

Libertà!

Mercoledì mi è arrivata una splendida notizia, anche se non ci crederò finchè non la vedrò attuata davvero.
Non sarà rinnovato il mio contratto.
Sono felice come non mai!

No, non ho bevuto di prima mattina, anche se la mia esclamazione può suonare strana nell'italico contesto.
Il fatto reale è che sono nello stesso posto da più di tre anni, e francamente cominciavo ad essere un po' meno motivato. Non vorrei essere frainteso: dove sono adesso è bellissimo, è una gran bella posizione dove si vedono un sacco di cose, si lavora bene, ci sono un sacco di vantaggi, sono apprezzato... insomma sono contento di essere qui. Il mancato rinnovo fa parte delle normali contrattazioni tra aziende e non riguarda problemi personali o di risultato.
Se volessi quindi restare dove sono, mi basterebbe scegliere una delle altre aziende che rimangono e spostarmi di cappello. Questa è un'opportunità che solo i consulenti hanno (anche se forse è l'unica): quando il cliente fa richieste nominative, le aziende poi fanno a gara per assumere la persona stessa e incrementare la propria posizione dal cliente stesso. Con alcune limitazioni dovute al fair-play, si può chiedere quasi quello che si vuole.
Ma a thirty-and-something anni non ci si può addormentare sulla routine, bisogna rinnovarsi finchè se ne hanno le forze e le energie, quindi stavolta non utilizzerò la sopracitata strategia.
Come si delinea il mio futuro lavorativo?
A parte che in ogni caso il transitorio sarà di qualche mese, le strade che si aprono sono una più eccitante dell'altra:
  • se resto nella stessa azienda, la maggior parte dei progetti è a Roma (WOW, ho sempre desiderato passare qualche mese a Roma senza dovermici trasferire per sempre)
  • c'è il fattore Bruxelles (ne saprò di più tra 3 mesi), ovvero un cambio totale di settore (ah!)
  • Dublino, mon amour: ho sempre in tasca gli indirizzi di metà dei recruiter, e alcuni li ho già incontrati in passato
Ma il mio scenario preferito, quello di sogno che non so se riuscirò mai a realizzare è
prendersi 6 mesi di cazzeggio massimo e partire all'avventura

Oh, come lo vedo vicino il mio bel sogno... :-)
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martedì, 04 ottobre 2005

Lost in translation...



Cos'è?
La traduzione in arabo dell'Infinito di Leopardi...
Perchè la posto?
Bho, che ne so. Questo non è sempre un blog serio
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sabato, 01 ottobre 2005

Avete presente cosa vuol dire stare in una città in cui il 50% delle persone ha meno di 30 anni?
Io si.
Avete presente cosa vuol dire stare in una città in cui ci sono 50.000 donne in più rispetto al numero di uomini?
Io si.
Avete presente cosa vuol dire andare in un pub/discoteca in cui ci sono sempre più donne che uomini?
Io si.
Avete presente cosa succede quando sono tutte completamente ubriache?
Io siiiii :-)
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