martedì, 27 settembre 2005
Le immagini sono meglio delle paroleNumber TwentyNine, Fitzwilliam st. ![]() HOWTH, Co Dublin ![]() The Bloody Stream Pub, Howth - Co Dublin ![]() lunedì, 26 settembre 2005 Ehilà, è già quasi una settimana che non posto.Vabbè anche perchè post troppo lunghi diventano noiosi, alla lunga, non solo da leggere ma anche da scrivere. Giovedì ho ripreso l'aereo in direzione di Dublino: appena atterrato e ancora sul bus dall'aeroporto al centrocittà ho ricevuto un invito a pranzo dalle mie due amiche irlandesi-doc, Sioban e Tracy, "Let's meet at Thomas Reads on Parliament street at 12:30 tomorrow". Yeah, sure, biondissime fanciulle dagli occhi chiari. Irish-food, Guinness e un po' di consigli su cosa fare la settimana successiva. Venerdì tipica serata da pub fino alle 5 del mattino (la prima cosa che salta all'occhio è che in generale ci sono in giro più donne che uomini... anche perchè l'immigrazione dell'est europeo è quasi prettamente femminile), sabato invece D. mi ha portato ad una festa nella quale:
Sempre divertentissime le performance di D., D. & G. (un brasil-italiano vissuto per la maggior parte della sua vita in Canada...)... Beh, portiamo a casa la conoscenza di un ingegnere francese e un po' di coccole ricevute dall'amica australiana della succitata gnocca. Oggi fish-n-chips da Leo Burdock's (lo sapete che tradizionalmente i fish&chips irlandesi sono gestiti da italiani alla lontana?) e una sana dormita infinita. Domani... beh, sicuramente andrò a trovare questa fanciulla, poi ho un po' di cose da vedere... Dublino è fantastica! martedì, 20 settembre 2005 Incontri, incontri, incontriBirra in una mano, sigaretta nell'altra, Jahd (si pronuncia più o meno come Jihad -guerra santa- ma va beh) mi racconta in un inglese un po' stentato che è in giro per l'Europa per promuovere il suo commercio di vestiti di seconda mano. Gli chiedo come stia andando, mi risponde che in effetti non c'è molto interesse. Differenze culturali, dice lui; differenze culturali annuisco pensieroso io. Jahd ha 38 anni, è iraniano, ha moglie e tre figli ("il massimo che posso avere", dettaglia); comunque a fine settimana andrà in Germania, dove un suo amico è molto possibilista per un possibile commercio. P. invece è francese, quasi normale in questo contesto, ha 24 anni e deve presentare un suo studio di dottorato in scienze politiche a qualche commissione parlamentare che non ho ben capito; è buffo perchè è l'unico (a parte me) che nell'armadietto conserva un completo grigio ("costume", si dice in francese, come non essere d'accordo sull'etimologia). S. inizierà a lavorare in Olanda come designer di computer grafica fra due settimane, e intanto si gode un giro per l'Europa. Assurdo a dirsi, è nato e cresciuto in Ohio, USA. Un emigrante al contrario... Potrei continuare all'infinito, o allo stremo a raccontare quante persone sto incontrando qui. Lunedì sera S. ha rifesteggiato il suo compleanno con una cenetta tra 6 amici stretti, e sono stato molto onorato dell'invito; ho reincontrato alcune persone conosciute nella "plenaria" di sabato. Le amiche di S. sono, ognuna in modo diverso, veramente affascinanti; forse sono io che ammiro particolarmente gli ambienti in cui ognuno capisce almeno 4 lingue e ne parla tranquillamente 3, passando dall'una all'altra senza particolari problemi e a seconda della circostanza. Ovviamente anche S. è affascinante, ma non posso scriverlo perchè è la fidanzata di A. che legge questo blog... :-) Oggi in realtà ho praticamente dormito tutto il giorno, a causa del classico crollo da relax vacanziero... poco male, ho ancora 2 giorni pieni qui a Brux, e 9 a Dublino mi aspettano al varco, per cui meglio essere in forma. Stasera sono uscito giusto per mangiare qualcosa, finendo in una piazza poco lontano dall'ostello che, ricordo, è in pieno quartiere arabo. Mi sono seduto all'aperto in una kebab-pizzeria, ho ordinato una pizza "Mafioso" e al solito ho osservato. Nella macchina parcheggiata di fronte a me, un ragazzo ha ascoltato per un'ora almeno una cassetta completamente parlata, posso solo immaginare di che cavolo si disquisiva con un tono così acceso! Si, è vero, gli arabi non si integrano, fanno ghetto tra di loro. Ma non riesco a non pensare che anche gli Italiani e gli Irlandesi negli Stati Uniti di inizio secolo facevano esattamente lo stesso. Però è interessante fare un parallelo tra Bruxelles, dove l'immigrazione è un fenomeno di almeno 15 anni più antico, con Milano che invece ne sta vivendo gli inizi; passeggiare per Compte De Flandre e Piazza Corvetto evidenzia molto bene le differenze. A Bruxelles, il livello economico migliore conquistato con il lavoro dell'ultimo decennio, ha permesso a moltissimi arabi di acquisire comportamenti da classe media, cosa che in zona Corvetto non si vede per nulla. Con comportamento da classe media intendo quelle cose che noi consideriamo normali: un auto familiare non lussuosa ma ben tenuta, il figlio da andare a prendere alla fine della lezione di Taekwondo, la pizza da asporto la domenica... di fronte a queste cose, le tradizioni del velo o della barba appaiono più folkloristiche che pericolose dal punto di vista sociale. I ragazzini in bicicletta per la strada mi ricordano più me alla loro età che non gli appartenenti ad una gang giovanile tipicamente americana: ovviamente spero di non sbagliare... :-) domenica, 18 settembre 2005 We made itMi spiega Enrico: ci sono tre tipiche domande di approccio verso una persona nuova, qui a Bruxelles. Da quanto tempo sei qui? Ma stai facendo uno stage o lavori permanentemente? Quanto tempo pensi di restare? La combinazione delle tre risposte permette all'interlocutore di valutare se valga la pena di proseguire la conoscenza oppure stroncarla li. Alla mia faccia perplessa, si preoccupa di spiegarmi: si, forse c'è un po' di snobismo nel catalogare le persone in base al tipo di lavoro, ma alla lunga è stancante diventare amici di persone che poi se ne vanno. Quindi i temporanei frequentano i temporanei perchè hanno differenti prospettive, mentre chi è stabile qui spera sempre di creare una rete solida di amicizie, simile a quella che ha lasciato. Discorso interessante, soprattutto perchè fatto in un centro culturale spagnolo dove si festeggiava il compleanno di S., questo sabato. 16-17 persone di nazionalità indefinita: italiani ovviamente, una francese di origine croata, una cinese, un greco, poi sinceramente mi sono perso. La cosa complessa era ricordare, più che i vari nomi, quale fosse la lingua preferita di ognuno. Ma poi viene tutto naturale, nel senso che si passa continuamente dall'italiano (che, a causa di flirt, scopate, amori capiscono tutti e tutte) al francese (lingua locale) e all'inglese (la lingua dei rapporti di lavoro). Bruxelles è davvero particolare. In due giorni ho già girato a piedi una buona parte del centro: sabato mattina mi sono seduto ad un caffè, in una strada pedonale con un mercato in corso, ad osservare le persone. Il modo in cui cerco di capire una città. Innanzitutto la gente è padrona delle strade: non ci sono macchine ammassate dovunque, ed è pieno di famiglie che chiacchierano (sabato pomeriggio, ovviamente) mentre i bambini scorrazzano tranquilli in bicicletta o giocano a calcio. Dovunque. Ma soprattutto nel quartiere a predominanza araba in cui sono adesso. Camminare è piacevole, la città è veramente variegata. Ci sono negozi ovunque, si vende di tutto e di più e si trova qualunque cosa; una passeggiata di due ore è MOLTO pericolosa per gli istinti di shopping omicida. Per fortuna Ryanair ha un vincolo stringente sul peso che puoi caricare in aereo! Oggi A e S mi hanno presentato altri amici, un po' più grandi, con i quali siamo andati a pranzo in una gelateria/creperie nella zona del Parlamento e del Consiglio Europeo. Loro lavorano nelle varie Commissioni e quant'altro, e mi hanno raccontato un po' di retroscena interessanti sul funzionamento delle varie istituzioni. Questa domenica era la "giornata senz'auto": ogni paragone con Milano è assolutamente inopportuno. I mezzi pubblici erano gratis, con tanto di incoraggiamento scritto all'uso; e poi biciclette dovunque, pattini, tricicli... Anche qui non posso che vedere che in città più civili avere una famiglia è un piacere, e non un atto di eroismo. Stasera rimango tranquillo in ostello a godermi gli spazi comuni, a surfare un po' (già... hotspot WiFi, e sto parlando di un ostello, non dello Sheraton; ne ero certo e ho scelto questa sistemazione apposta. Uhm già, potrei parlare anche dei miei compagni di camera, l'altro italiano, oppure i francesi, oppure il portoricano :-) ma non finirei più di scrivere! La prima parte della mia vacanza ("un viaggiatore alla scoperta di Bruxelles") si chiude oggi, domani comincia la seconda ("uno studente alla conquista di Bruxelles). Ma questa è un'altra storia e ve la racconterò fra qualche giorno. venerdì, 16 settembre 2005 Ciao a tutti!Dopo una settimana un po' affannosa, stasera finalmente parto per il Nord Europa. Sarà un viaggio pieno di insidie e molto avventuroso; devo infatti: Affrontare la A4 MI-BG il venerdì pomeriggio: parto dalla periferia di Milano sud-ovest con un amico in auto alle 16:30 e devo arrivare a Bergamo Orio al Serio entro le 19:30 (60 Km). Mission almost impossibile. Riuscire a fare il checkin in ostello entro le 24:00: considerato che se tutto va bene arrivo a Bruxelles Charleroi alle 22:00, e a Bruxelles centro alle 23:30... Mission almost impossible. Probabilmente stanotte dormo per strada... e domani scopro che hanno cancellato la mia prenotazione perchè non sono arrivato. Siiii gli ho scritto, ma devo fidarmi della risposta? :-) Essermi ricordato di mettere in valigia tutto ciò che mi serve: miiii questo è il punto più critico. Ci sono delle cose che non posso comprare sul posto. Mica vado a Bruxelles solo per turismo! Ma in generale sono contento di questa disorganizzazione che mi constringerà ad improvvisare per due settimane e tre weekend. Non ho piani da mercoledì in poi. Ogni mattina mi sveglierò e deciderò se ho voglia di fare qualcosa e cosa. Forse sabato ci raggiunge G. da Amsterdam, c'è la festa di compleanno di S. a Bruxelles che si terrà (se ho capito bene) in un ambiente spagnolo. A Dublino mi dicono che colgono l'occasione del mio arrivo per fare un paio di feste... beh loro sono così, non che io sia particolarmente famoso, ma ogni scusa è buona! Arriva l'Italiano! Ah (ehehe come se non fosse strapieno di italiani di tutti i tipi). Forse noleggerò un'auto e tornerò a Galway, perchè l'ultima volta mica sono riuscito a trovare Ostriche&Guinness. Forse no. Forse girerò da solo per i pub durante il giorno. Condizione transitoria, visto che in Irlanda da soli è impossibile restare: tempo un secondo e qualcuno ti aggancia con il suo fantastico accento incomprensibile, ma divertente. Forse ha ragione il mio amico R., in Irlanda bisogna prendersi qualche giorno con se stessi. Lui fa così, dice che se vuole restare 6 ore ad ammirare un panorama nessuno gli deve rompere le scatole e mettergli fretta; e ci credo perfettamente viste le sue foto... Insomma. Sono skazzato ma particolarmente excited. See you guys, I'll do my best to keep the blog up-to-date domenica, 11 settembre 2005
martedì, 06 settembre 2005 Ci sono sempre dei momenti di stanca.Questo post di Sel è azzeccatissimo, e lo sottoscrivo. Non ho idee, quelle che vengono fuori le ricaccio giù a pedate, l'unica cosa che mi viene di fare con allegria è chattare con B. per decidere come vestirci sabato sera (neanche fossimo due ragazze di 16 anni...). Ok ai pantaposer e, se piove, impermeabile Gothic. Ma dimmi tu! ![]() Non lo so, forse sono saturo di responsabilità e serietà già sul lavoro, e tento di fuggire almeno con la testa, almeno nel tempo libero. Le piccole soddisfazioni della vita: far vedere le foto in cui si è in mezzo ai metalheads alla dirigente per la quale si sta coordinando un progetto da 2milioni di euretti... e vederla ridere! (ok, ora forse si sta preoccupando, più che altro è atterrita dal fatto che finito questo me ne torno in ferie...) Sto decisamente cogliendo il lato ludico del mio lavoro. Riesco anche a definirlo... "faccio ccose, vedo ggente..." Organizzo anche eventi, pensa un po'! Statemi bene, fanciulle&fanciulli (a dire il vero finchè il Diav non torna, c'è un fanciullo solo -Allo- e secondo me è soprattutto qui per controllare che io non tacchini troppo la sua dolce metà... )
Update 2: Volete un Lavoro Figo? Chiedetegli come si fa! lunedì, 05 settembre 2005 WeekendSabato sono andato ad un festival un po' diverso dal solito, il RockInIdro 2005. L'organizzazione non era male, tuttavia non mi è piaciuto granchè (ovviamente ho gradito la compagnia, che poi è il motivo principale per andare ai festival). I motivi sono due:
Sabato c'è stato il "cambio di stagione" estivo-autunnale: gli organizzatori del sabato sera estivo all'aquatica si trasferiscono allo Zoe. Pertanto fino alle 2 circa c'è stata la festa di chiusura dell'aquatica, poi si sono tutti spostati (DJ e pubblico) alla festa di apertura dello Zoe che, per l'occasione, è rimasto aperto fino alle 5. C'è stato un senso di familiarità rientrando allo Zoe dopo due mesi di assenza... un certo nonsoche che mi ha lasciato un sorriso beota tutta la notte. Il culmine del trash è stato verso le 4. Con la macchina fotografica di B. stavo facendo un po' di foto al gruppo, quando mi si avvicina una tizia che chiede di essere fotografata. Bho, perchè no? Dopo il primo scatto mi prende da parte (non era molto in se, devo confessare) e insiste per darmi la sua email (così mi mandi la foto) e già che c'era il suo telefono (così ci ribecchiamo in giro). Va beh, mica posso essere scortese, no? Scrivo il numero, memorizzo e chiedo il nome. ... "Jessica", risponde .... omiodio .... Cioè dico, ma si può seriamente memorizzare il nome "Jessica" sul cellulare, senza scoppiare a ridere? venerdì, 02 settembre 2005 Recensione di libriEcco, uffa, visto che qui tutti fanno sfoggio di cultura con recensioni di libri e relativi commenti salottieri, voglio anch'io cimentarmi con qualcosa al mio livello (e che sicuramente sarà apprezzata da Allo, che ha sempre buon gusto):
giovedì, 01 settembre 2005 Ancora su quella troia di Katrina...Quello che leggo va al di la di ogni mia immaginazione... soccorsi sospesi per eccesso di violenza, caos primordiale, delirio diffuso in tutta la città. Non credo che si possa capire davvero cosa stiano provando le persone che ancora sono a New Orleans, dove ormai è totale anarchia. Sembra di guardare una puntata di Ken il Guerriero, sulla Terra dopo la devastazione atomica. Spari contro gli elicotteri di soccorso, Polizia che preleva la benzina dalle auto abbandonate, gente che muore di stenti al superdome ormai senza servizi essenziali, cibo e acqua. Cadaveri che galleggiano portando il rischio di paurose epidemie. L'uomo è impotente. E' in grado di sopravvivere alle catastrofi naturali, ma non riesce a sopravvivere alla sua stessa cattiveria. |