domenica, 31 luglio 2005

Ciao amici...

Bene, fra 6 ore si parte. Già, non ho salutato (quasi) nessuno di voi, ma il motivo è semplice: andrò anche in mezzo al nulla, ma sono certo che ci sarà sempre una postazione internet per scrivere qualche cazzata di tanto in tanto.

Per il momento: arrivederci miei cari. Mi aspettano un migliaio di Km in auto :-(

Ma poi...


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sabato, 30 luglio 2005

Madre de Dios... mi faccio quasi schifo da solo. Sono una mediocre nullità...
Ho fatto un test sugli aspetti deviati della personalità, e sono schifosamente quasi normale. Ecco i risultati:

Disorder Rating
Paranoid: Low
Schizoid: Low
Schizotypal: Low
Antisocial: Low
Borderline: Low
Histrionic: High
Narcissistic: Moderate
Avoidant: Low
Dependent: Low
Obsessive-Compulsive: Low

Fonte: Personality disorder test

No, ma dico io... Istrionico??cazzo vuol dire??? Andiamo un po' a vedere:
People with histrionic personality disorder are constant attention seekers. They need to be the center of attention all the time, often interrupting others in order to dominate the conversation. They use grandiose language to discribe everyday events and seek constant praise. They may dress provacatively or exaggerate illnesses in order to gain attention. Histrionics also tend to exaggerate friendships and relationships, believing that everyone loves them. They are often manipulative.
Eh beh, ma vi pare che terrei un blog se non fossi "constant attention seeker"??? :-)
Rimane un moderato rigurgito di narcisismo:
Narcissistic personality disorder is characterized by self-centeredness. Like histrionic disorder, people with this disorder seek attention and praise. They exaggerate their achievements, expecting others to recongize them as being superior. They tend to be choosy about picking friends, since they believe that not just anyone is worthy of being their friend. Narcissists tend to make good first impressions, yet have difficulty maintaining long-lasting relationships. They are generally uninterested in the feelings of others and may take advantage of them.
Ecco per fortuna il rate è solo "moderate". Sul serio l'ultima frase non mi piace per nulla. No, decisamente non sono disinteressato dei sentimenti altrui e tantomeno mi piace approfittare delle persone. Chi mi conosce può garantirlo!!!!
"Choosy about picking friends". Si in effetti non a tutti è concesso di poter postare commenti qui. Siete degli eletti! eheheheh :-)
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venerdì, 29 luglio 2005

Lo so, non è particolarmente brillante, ma ho un po' di sfrugugliamenti di maroni in corso...

Cosa guardi per prima cosa in un blogger: la foto, il modo in cui scrive o se ha i feed rss?


Senza dubbio il modo in cui scrive, i contenuti, lo stile... altrimenti non starei leggendo un blog. Della foto non me ne può fregare di meno. I feed RSS non li uso, secondo me sono uno spreco di banda (si, lo so sono all'antica, che ci vuoi fare? Per me le chat dovrebbero essere stile IRC e il web si vede benissimo con Lynx)

Quale blogger inviteresti a casa tua per mostrargli la collezione di farfalle e quale chiuderesti nella cassettina delle farfalle e butteresti la chiave?

Mi sono ripromesso di non trattare mai questi argomenti sul mio blog, se non in modo scherzoso...
Comunque io non ho collezioni di farfalle ma di... ippopotami! Chiunque regga a ciò non ha più bisogno di altri "shit-test" come si dice in gergo.

A quale blogstar concederesti dei favori sessuali pur di essere linkato?

Non ne ho mai avuto bisogno :-P Si, ho dovuto implorare la Sid per avere il permesso di linkarla, ma per fortuna ha ceduto PRIMA di incontrarmi.

Fai una proposta che non avevi mai avuto il coraggio di fare al blogger di cui sei segretamente innamorato.

Vieni al Wacken con me? (ho solo rappresentanti di sesso maschile in auto...)

A chi passi l’ingrato compito?

A nessuno, io le catene le spezzo! :-P
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giovedì, 28 luglio 2005

AARRGHHH!

Oggi una persona con cui lavoro mi ha chiesto dove andassi in vacanza... io, che pure sto sbanfando in giro, mi sono prudentemente limitato a dire "mah, vado ad un maxiraduno/concerto di qualche giorno in Germania, tanto per cominciare".
E lei: "ah, vai con i Papaboys al raduno di Colonia?"
...
BLONK
...
Depression
1) se ho la faccia di uno che va ad un raduno del pastore tedesco (forse si, acc), mi farò a breve tatuare l'anticristo sulla fronte
2) che cavolo è 'sto raduno a Colonia?

Basta cercare un po' e... voilà!
ecco qui
Depression square

Sono attese circa un milione di persone
Depression cube

Al Wacken ci saranno circa 35.000 metallari. Stavo pensando di prenderne la leadership e di formare un esercito della notte. Reggeranno l'inferiorità numerica di 30 a 1? Moriranno con onore?

Nota fondamentale: se qualcuno si sentisse offeso da quello che ho scritto, o comunque abbia feeling negativi, sappia che non me ne frega un accidente. Il blog è mio e rispecchia i miei pensieri. E' uno dei pochi posti dittatoriali che ci rimangono. Quella è la porta...

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mercoledì, 27 luglio 2005

Una storia... così

Qualche giorno fa la mia ex-fidanzata, mentre tornava a casa sua in compagnia di un'amica, vede qualcosa di strano in mezzo alla strada. Fermano la macchina, scendono e scoprono che è un gatto in una posizione ben strana. Sembrava in tipica posizione di agguato, ma tremava.
Non ci vuole molto a capire che è stato investito da una macchina, e li abbandonato (e nessuno mi venga a dire che non ci si accorge di avere urtato qualcosa, merda). Vivo, ma molto sofferente.
Decidono di prenderlo e di portarlo al pronto soccorso veterinario, per fortuna a Milano abbondano. Il micio è davvero malconcio.


Al pronto soccorso riceve le prime cure, e per fortuna le prime coccole. Ora il problema è rintracciare il padrone... nessun collarino ne segno distintivo. Bastano però un po' di cartelli disseminati per la strada, e un signore si fa avanti ringraziando tantissimo e dichiarando che in effetti da un po' di prendeva cura di quel gatto, insieme a tanti altri. Si offre anche di pagare tutte le cure e il ricovero.

Le storie però non hanno tutte un lieto fine.
Il micio è morto ieri notte per problemi respiratori legati all'incidente.
Ma almeno non era in mezzo ad una strada.

 

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venerdì, 22 luglio 2005

In questo momento difficile, una voce si leva dall'oscurità:

Io adoro le persone che leggono e/o scrivono qui, su questo blog!

Perchè?
Perchè io non credo a quelli che dicono: "io scrivo un blog solo per me stesso, non mi interessa se gli altri leggono". Scusate ma non ci posso credere. Almeno per me non è così!
Io scrivo per interagire con i pensieri delle altre persone! Altrimenti parlerei davanti allo specchio.
In effetti una pessima abitudine italiana è quella di mettersi in cattedra, o su uno spalto, e sentenziare.  Senza un confronto continuo con altre intelligenze, questa sarebbe un'attività sterile e autoreferenziale.
E quindi... grazie per quello che scrivete. Possono essere commenti seri, possono essere battute scherzose... sono tutti importanti. Anzi, su un post serio (attenzione: non serioso, spero di non farne mai) stanno meglio commenti sdrammatizzanti! Il messaggio passa lo stesso, ma non diventa un macigno sullo stomaco!

Io vi adoro!

Breve update (lunedì 25, ore 9:00):
... e da ieri vi adoro ancora di più (vale anche per chi non c'era)!
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giovedì, 21 luglio 2005

Premessa: questo post lo dedico a Allo.
Premessa numero 2: come ormai sapete, ho studiato ingegneria e, per lungo tempo, mi sono occupato di informatica. Quindi in questo discorso sarò mostruosamente parziale.

Bill Gates: servono più programmatori

(PI - News) Il fondatore di Microsoft è stupito dal crollo delle iscrizioni universitarie per corsi informatici ed ingegneristici e lo definisce un incredibile paradosso. Scrivere software - spiega - significa costruire il domani.

Dunque, vediamo. La mia opinione personale è che il tizio in questione abbia perfettamente ragione. In oriente stanno sfornando milioni di ingegneri e informatici, da noi no.
Tuttavia quello che mi stupisce è che ci si chieda anche il perchè. Il motivo è semplicissimo: l'appeal sociale di questi studi/professioni tende a zero. Ha avuto un minimo di sollevamento nel boom del 1996-2000, qualcuno è anche diventato ricco, ma la crisi successiva si è ripresa tutto con gli interessi. Addirittura secondo me, la categoria tende ad auto-denigrarsi molto di più di quanto non si meriti effettivamente, una specie di masochismo inconscio o conscio sul quale le altre categorie marciano e approfittano allegramente.
Ma secondo voi cosa c'è di strano se, viste le continue sprangate sui denti che abbiamo ricevuto, i ragazzi e le ragazze non si iscrivano più alle facoltà tecniche? La scusa secondo la quale "sono difficili" non sta in piedi. Non credo proprio che medicina, o legge, o qualunque altra facoltà *fatta seriamente* siano più semplici. Solo che, almeno in Italia ma anche nel resto del mondo, lo sforzo non vale i risultati attesi. Ricerca? Non esiste. Posizioni di responsabilità? Tutte già occupate. Senza ricerca non si cresce, senza crescita non aumentano le posizioni di buon livello pur aumentando ogni anno il numero di persone che potenzialmente potrebbe ricoprirle.
E allora via a Economia&Commercio (per andare a vendere), Scienza della Comunicazione (per andare a vendere), e così via; senza nulla togliere a quelle materie che, incidentalmente, mi sto studiando per i fattacci miei da molti anni. Ma vendere senza produrre è una strada abbastanza pericolosa, si rimane o si diventa sudditi.
Stavolta però chiudo in modo positivo, anche se finora ho solo alzato il livello di depressione.
Fare ciò che la massa fa è sempre sbagliato. Lo dimostra il buon senso e lo dimostra la storia.
Quindi essere un po' di nicchia, e resistere nei momenti difficili quando sembra che il vento vada da tutt'altra parte, alla lunga paga. Prima o poi si tornerà a costruire e saremo orgogliosi di essere in prima fila.
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martedì, 19 luglio 2005

Pensieri sparsi di un caldo pomeriggio

Più ci rifletto, più mi convinco che l'Italia sta vivendo una grave crisi sociale. Una crisi sociale non è una crisi economica, e dal mio punto di vista non ne è legata. La crisi economica è una conseguenza della crisi sociale; pertanto il grave pessimismo di fondo è che non usciremo dai problemi economici finchè non risolviamo quelli sociali.
Una premessa importante: la parola "sociale" è stata monopolizzata e abusata da una sola frangia politica alla quale peraltro non appartengo. Sociale è per me quanto attiene in generale ai rapporti tra tutte le persone, non necessariamente disagiate. E' un distinguo per me importantissimo.
Dopo due/tre anni di finzioni ingenue, finalmente si è iniziato a discutere di economia. Ma, in base a quanto dicevo prima, le ricette proposte (ammesso che siano serie, e già qui ho i miei dubbi) attaccano i sintomi, e non le cause. E quindi nella migliore delle ipotesi sono solo dei palliativi che allungano l'agonia senza curare il male.
Perchè dico questo? Beh, cavolo, l'economia mondiale sta tirando in modo pauroso, e l'Italia non è (ancora) nel terzo mondo. Il fatto che l'Italia sia in controtendenza rispetto agli altri mostra inequivocabilmente che il problema sta a monte, ed è molto più serio.
Serio? Mah! Il punto è identificarlo. Fatto questo, si potrebbe risolvere abbastanza facilmente. Ma andiamo con ordine.
La crisi sociale di cui parlo, è il continuo tentativo di fotterci l'un l'altro. Si lo so che è sempre stato così, ma l'equilibrio centenario è stato spezzato nel momento in cui il mondo si è davvero globalizzato. Il gioco si è rotto nel momento in cui una fascia della popolazione si è dovuta confrontare con il resto del mondo, e l'altra no.
Potrei fare mille esempi: pensate alla vecchia SIP. Da una parte inculava gli abbonati con servizi di merda a prezzi stratosferici, dall'altra tuttavia copriva d'oro e di privilegi i suoi dipendenti, ed erano tanti. L'Italia funzionava così: immobilismo a tutti i livelli. Invece di abbattere i privilegi delle classi dominanti, le classi dominate hanno riprodotto in piccolo lo stesso modello di gratta-gratta. Il dirigente pagava tangenti ai politici, l'impiegato faceva l'assenteista. Un equilibrio, comunque.
Poi arrivò il ciclone e il bagno di realtà, e solo chi dominava ha potuto (grazie al suo potere) ripararsi per bene. Il capitalismo nostrano si è affrettato a rifugiarsi nelle posizioni monopolistiche e di rendita (Autostrade, Telecomunicazioni, Energia, Poste...), il dipendente medio è rimasto travolto dalla marea.
E' giusto? E' sbagliato? Boh, ognuno ha le sue colpe per avere voluto il sistema sociale che era in vigore nell'Italia degli anni 80.
Ma questa è la storia, cinica e triste, ma tuttavia ormai passata. Su questa non si può intervenire.
Il problema di oggi è che la maggior parte delle persone nega l'evidenza del più grave manifestarsi della crisi sociale: lo scontro generazionale. Chi ha una certa età rimane convinto che "i giovani siano tutti dei fannulloni, e quindi lo stato delle cose è giusto", e la maggior parte dei giovani si guarda bene dal prendere una posizione decisa contro chi, in ultima istanza, garantisce loro un elevato tenore di vita indipendentemente dal resto.
E quindi il cane si morde la coda, e mentre fa questo è sempre più debole per la mancanza di cibo. Prima o poi schiatterà, magari anche felice, con la sua coda in bocca.
Tutte le variabili economiche e sociali puntano nella stessa direzione. Il Censis ha fatto uno studio bellissimo sul concetto di patrimonializzazione degli italiani, ovvero il loro chiudersi a riccio sulle rendite di posizione. Le rendite tutelano chi non si è mai confrontato con la realtà, e massacrano proprio coloro che con difficoltà tengono ancora alto il nome dell'Italia.
Odio fare esempi personali, ma è calzante. Sia che io paghi un affitto, sia che io compri una casa, sto versando il 30% del mio reddito alla generazione precedente (o a due generazioni precedenti). Solo che la mia difficoltà di produrlo, questo benedetto reddito, è almeno tripla. E aggiungiamo che la maggior parte dei vecchi la casa l'ha rubata o ricevuta quasi in regalo da qualche ente. Nel migliore dei casi se l'è comprata con le rendite dei titoli di Stato, o con la liquidazione di una vita passata a fare lo statale o il parastatale.
Questa è una tassa generazionale che, sommata al furto dei contributi pensionistici, toglie il fiato.
Mi rendo conto che questo argomento, preso così in generale, possa dare le vertigini. E' normale e non mi basterebbe un libro per approfondire anche solo due tra le frasi che ho scritto. Ma oggi mi sentivo di postare questo. So che mi vorrete bene lo stesso. O almeno lo spero.
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lunedì, 18 luglio 2005

Già vi ho detto di venerdì...
Ma anche sabato ha avuto il suo bello scorrere:



E comunque ora come non mai ho bisogno di un po' di conforto...
Ho appena ritirato la macchina dal meccanico.
Ottocentotrentafottutieuro!
E... l'ho portata dal carrozziere per l'ultimo problemino da sistemare. Preventivo:
Duecentocinquantafottutieuro!
E... no. Non ho fatto incidenti ne mi sono venuti addosso.
Ordinaria manutenzione dei 130.000 Km :-(
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sabato, 16 luglio 2005

Dicono che il buongiorno si veda dal mattino. Ma allora anche un buon weekend si vede già dal venerdì sera, no?
Se tanto mi da tanto, devo dedurre che questo sarà un buon weekend :-)
E' difficile dare troppi dettagli, diciamo che ieri sera ho guardato l'orologio circa alle 21:30. La volta successiva (stupore!!!) erano le 2:30. 5 ore volano, se si è in compagnia di una persona che ha qualcosa di interessante da raccontarti, e che è interessata alle tue cazzate, e che ride, e che ti fa ridere, e che sa essere seria, e che sa ascoltare discorsi seri. Il tutto ben shakerato e servito con grazia.
I suoi occhi, soprattutto. Sono sempre contento di vedere persone che abbiano gli occhi vivaci. Sempre. Perchè poi le espressioni del viso vengono di conseguenza, no?
E poi, fosse sempre così facile aiutare le donne a coronare i loro sogni erotici... :-)

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giovedì, 14 luglio 2005

Il potere della fantasia

Credo che nessuno abbia dei dubbi sul fatto che viviamo in una società televisiva. Ma capire davvero cosa questo significhi non è facile, fintanto che ne siamo immersi fino al collo. Ho iniziato a rifletterci sopra un bel po' di tempo fa, e le considerazioni sono probabilmente state possibili da un semplice fatto.
Non guardo la televisione da così tanto tempo che non mi ricordo più da quanto. Sicuramente da almeno 8 anni.
La mia non è una presa di posizione snobistico-intellettualoide: semplicemente non mi attrae ne mi interessa. Faccio altro. No, non sono sempre li a leggere libri, altro può essere una cena con amici, una decina di pinte di birra, anche il dormire beatamente è per me preferibile alla televisione.
Non sono completamente dissociato perchè in ogni caso siamo bombardati di TV anche attraverso i giornali e le riviste, nonchè le conversazioni. Però in generale, non essendo sottoposto a continui "suggerimenti impliciti" sui modelli comportamentali televisivi, riesco a separare nettamente la realtà delle cose dalla realtà delle fiction.
E qui arrivo al punto.
C'è un motivo latente per cui non parlo quasi mai, su internet, del mio lavoro.
Le caratteristiche socioeconomiche collegate al mio lavoro farebbero lavorare la fantasia nella direzione degli stereotipi suggeriti dalla pubblicità e dalle fiction; voglio sottolineare: inconsciamente. Non sto dando degli imbecilli a chi legge, è un fenomeno che succede a tutti, anche a me, chi più chi meno.
E questo stereotipo mi si addice poco, sia fisicamente che -peggio ancora- nelle caratteristiche caratteriali.
Un'annetto fa mi segnalarono ironicamente la pubblicità di 3, che poi ho dovuto cercare per poterla vedere davvero. C'era un consulente che faceva una presentazione ad un gruppo di sole donne, ricordate?
E' esattamente quello che io faccio almeno una volta a settimana. Un consulente in gruppi di sole donne. Ma voi pensate che io sia alto, capelli perfetti e corti, abbronzato, atletico, con un completo da 4000 euro, e che le mie interlocutrici siano tutte fighe, magre, con il tailleur, e un po' troie?
Eh no, la realtà è che le mie interlocutrici sono persone normalissime!
Questo è un esempio banale, e chiunque risponderebbe "certo che no, so benissimo che è solo una pubblicità". Eppure non è così, nel senso che quando questi stimoli sono quotidiani e invasivi, alla fine la mente associa. E sbaglia.
Quindi il dirigente è sempre arraffone, maschilista e spietato (mai visti), la segretaria sempre troia (mai viste), gli impiegati tutti fantozzi (mai visti), gli organizzatori di eventi dei gran gnocchi (quelli che conosco io sono ben altro).
Insomma la realtà è molto meglio e molto più variegata delle semplificazioni proposte dalla televisione, e queste semplificazioni sono nella maggior parte dei casi fuorvianti e quindi dannose.
Perchè molti perdono tempo con le fiction quando la realtà è molto ma molto più interessante? A questa domanda non voglio rispondere.
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martedì, 12 luglio 2005



Da un po' mi sto divertendo a guardare Samurai Jack (qui, un sito non ufficiale).
Genndy Tartakovsky è decisamente un genio.

"Can you fly?"
"No. I jump good"
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Approfitto del recente post della cara Froggy per riprendere alcuni ricordi assopiti...
Il primo account ICQ che ho avuto risale al 1999: lo usavo mentre passavo le giornate al Lab di Cinematografia durante la tesi. All'epoca era semplice: si cercava tra i profili qualcuno/qualcuna che avesse qualcosa di curioso, e si mandava un messaggio di saluti.
In genere le persone rispondevano, e partivano delle amicizie che spesso diventavano incontri, a volte anche di più.
Erano gli albori (oddio, no, non proprio... IRC esiste dai primi anni '90 ma l'interfaccia utente aveva poco appeal per gli utilizzatori non tecnologici, quindi era un prodotto di nicchia) della comunicazione internettiana: parole scritte (quindi scolpite) con lo stesso tono di una conversazione orale.
Ed era quello il disastro di chi si accostava per la prima volta: le emozioni venivano amplificate a mille dal mezzo. Una virgola fuori posto, un emoticon mancante e l'idillio diventava tragedia. Passioni & Fraintendimenti furiosi.
Poi, come un'invasione di cavallette, il cyberspazio iniziò a popolarsi di idioti. Prevalentemente maschi sfigati che hanno distrutto consapevolmente la categoria. Diventò impossibile contattare nuove persone, perchè queste per difendersi non rispondevano più agli ignoti.
E fu l'epoca di Yahoo! gruppi, era il 2000 avanzato e io, finita l'università, ero rinchiuso a fare il servizio civile nell'ufficio sistemi informativi di un piccolo comune. Yahoo! gruppi + Yahoo! messenger partiva da un altro concetto. Nel messenger non era semplice fare delle ricerche, quindi non si poteva sparare a caso sperando di incontrare qualcuno. Quel qualcuno bisognava trovarlo in qualche gruppo di discussione (forum), bisognava rendersi un po' interessanti scrivendo sul gruppo pubblico qualcosa di appropriato e in tema; solo dopo essersi "autenticati" come persone rispettabili si poteva iniziare a relazionarsi via messenger con gli altri e le altre.
Dopo un annetto onestamente mi stufai, e la cosa coincise tra l'altro con il mio trasferimento in Svizzera e l'inizio della mia convivenza. Ma è stato un periodo ricco, molto ricco di cultura&emozioni&sesso (ehm...).
Oggi neanche questo basta più: infatti, e qui non ho più nulla da dire che già non sappiate meglio di me, ora siamo nell'era dei blog. Il patentino di "persona interessante" è sempre più difficile da prendere. Non basta più scrivere qualcosa di interessante, o relazionarsi linearmente con persone che hanno gli stessi interessi (e che quindi sono negli stessi gruppi di discussione).
Le relazioni adesso sono tridimensionali, sono un'immensa ragnatela spaziale e temporale che lega, a volte in modo misterioso, le entità fisiche e virtuali che popolano lo spazio. Oggi la normalità è che ci si conosca fisicamente e non solo virtualmente, mentre un tempo questa era l'eccezione.
Chissà cosa ci aspetta ancora, eh?


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domenica, 10 luglio 2005

Ogni tanto ci vuole

Addormentarsi sul sedile posteriore della macchina del Banzo, può avere risvolti interessanti.
 Uno di questi è, come è accaduto ieri, svegliarsi verso le 9:00 di sera e trovarsi a Bologna con l'intenzione di partecipare ad una festa di laurea.
Un'organizzazione impeccabile, devo dire. Il luogo era uno spiazzo all'aperto tatticamente piazzato sulle colline bolognesi, in mezzo ad un boschetto. Generatore di corrente a benzina, mixer, amplificatore da concerti, cibo e damigiane di vino help-yourself sparse per l'area.
Per un milanese questo non è esattamente abituale, purtroppo noi non siamo abituati a vivere nella natura.
Che commentare? Fantastico ovviamente. A parte l'essere dei vecchietti pseudo metallari (in gergo, a parte i due veri, si direbbe "posers") in mezzo a ventenni reggae (ma a vent'anni siamo tutti reggae).
E comunque per buona parte del tempo il dj, non si sa bene se reale o meno, ha indugiato su qualcosa che era revival anche quando io andavo a scuola alle medie inferiori. Come se qualcuno non gli avesse mai detto che anche dopo il 1985 hanno fatto buone canzoni!
Oh, intendiamoci: io amo gli anni '80. Soprattutto ho una certa predilezione per le ragazze anni '80. Intendo dire: nate negli anni '80, ovviamente :-P
Ci ho messo un po' a capire quale forza intrinseca facesse si che una cinquantina di ventenni si mettesse a ballare e a cantare sui pezzi di Raffaella Carrà: poi un'anima buona vicino a me mi ha detto, con i lucciconi agli occhi: sono le canzoni che mi cantava la mamma quando ero piccola!!! Aaahhhh beh, allora... Meno male che avevo dietro l'Ipod, così ogni tanto prendevo una boccata di ossigeno nascondendo le cuffiette bianche sotto la felpa.
Erano molti anni che non assistevo ad un alba in queste circostanze. Anzi ora che ci penso forse non mi è mai successo.
Intorno alle 8:30 di stamattina c'è stato il primo cedimento serio: è finita la benzina del generatore! Ma questo poteva forse fermare miss A., un essere al fulmicotone che non ricordo MAI avere vista ferma in 12 ore filate? Nooooo,se non c'è la musica si può sempre cantare.
Ebbene... intanto intorno a noi cominciavano ad apparire in ordine sparso vecchietti con il cane, coppiette giovanissime che si appartavano (eh, si, come no) invece di andare in chiesa come promesso, turisti...
Vabbeh alla fine ci siamo arresi intorno alle 10 del mattino, ma SOLO e ribadisco SOLO perchè iniziava a fare troppo caldo per continuare.

E siamo persino stati in grado di guidare indietro fino a Milano....
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giovedì, 07 luglio 2005

Stavo preparando off-line un post nel quale  elencavo  e analizzavo i principali motivi di ottimismo recente, dal punto di vista socio-economico-politico.

Purtroppo le recenti news non mi permettono di continuare.

Oggi mi fermo qui
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mercoledì, 06 luglio 2005

Europarlamento, no ai brevetti per i software
STRASBURGO - L'Europarlamento dice «no» alla direttiva sulla brevettabilità dei software. La proposta, frutto di un accordo tra Consiglio e Commissione europei, è stata bocciata con 648 voti contrari, 14 a favore e 18 astenuti. Trattandosi di una co-decisione in seconda lettura il no dei deputati fa ripartire da zero la procedura.
(Fonte: Corriere della Sera online)

Signori, forse vale ancora la pena credere in qualcosa. Ho le lacrime agli occhi dalla gioia. Se questa è l'Europa, sono orgoglioso di vedere che non è ancora in mano ai lobbysti. E non credete alle stronzate che vengono insinuate.

Grazie, grazie, grazie

Update delle 15:45.
Provo a spiegare meglio di cosa sto parlando.
Ad oggi il software, così come le altre opere di ingegno immateriali, è protetto abbondantemente dalla normativa sul diritto d'autore. Ma il diritto d'autore copre un'opera nella sua interezza, non nelle sue componenti fondamentali. Quindi, no. Non posso prendere un software commerciale, modificarlo e rivenderlo come mio. Neanche adesso, e questo è giusto, ovviamente.
Quello che le lobbies vorrebbero è che, come avviene in USA, si possa mettere sotto brevetto le idee costitutive (i mattoni) dei programmi. Questo è esplicitamente vietato dalla normativa sui brevetti, perchè si presta a degli assurdi pazzeschi.
In barba alle leggi vigenti, sono stati depositati milioni di brevetti sulle cazzate più immani. Vari esempi? E' stata brevettata l'idea di avere un cestino sul desktop per cancellare i files, è stata brevettata la barra di trascinamento, è stato brevettata l'azione di cliccare su un immagine per acquistare un oggetto su internet (giuro).
Riportato a quello che già conosciamo, è come se io brevettassi le 7 note musicali e a quel punto potessi portare in tribunale chiunque suoni uno strumento musicale.
Ma se i brevetti sono così assurdi, perchè preoccuparsene? Il motivo è molto semplice: quasi nessuno dei brevetti attualmente depositati (che con la legge che è stata bocciata sarebbero diventati legali) reggerebbe una causa in tribunale. Ma una causa in tribunale può costare milioni di $ o di €.
Quindi lo scenario che si prospettava è il seguente: un potere di ricatto micidiale da parte delle multinazionali sui piccoli sviluppatori. Chiunque scriva due righe di codice, automaticamente sta pseudoviolando centinaia di "brevetti". Se andasse in tribunale, vincerebbe. Ma morirebbe rovinato molto prima di vincere.
Potrei andare avanti all'infinito... ma credo di avere reso l'idea!
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martedì, 05 luglio 2005

Autopromozione in corso

A chiunque abbia sufficiente coraggio... ho iniziato un esperimento audace. Voglio provare a tenere un secondo blog in parallelo, ma rigorosamente (post e commenti) in lingua inglese.
Non è che io sia particolarmente bravo in cotale idioma, anche perchè sono quasi completamente autodidatta.
Tuttavia è proprio una cosa che volevo provare.
Se vi incuriosisce questo è il link:
Living globally

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venerdì, 01 luglio 2005

Eeehhh l'ennesimo coniglio estratto dal cilindro dell'amico Banzo.

The moonshine!



(Fonte dell'immagine: www.milanotonight.it)

Ora, io non sono esattamente un figlio dei fiori fuori tempo. Ma come non amare all'impazzata un locale in cui nessuno urla, dove l'arredamento è allegro e ispira pace, dove ci si siede per terra sui cuscini, dove puoi scegliere tra l'interno e il giardino coperto, dove trasmettono video che in MTV non passerebbero mai, dove il barista si siede con te e inizia a consigliarti una birra nuova (da provare quella con il malto in sospensione!).
Attenzione: c'è selezione all'ingresso. I fighetti non sono graditi. I sorrisi si.

 

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