martedì, 31 maggio 2005

Bene, sono ufficialmente al cazzeggio fino a lunedì mattina!
Domani mi attende:
  • un incontro segretissimo e privatissimo che potrebbe cambiare la mia vita
  • un matrimonio
  • una festa di matrimonio
di seguito... assolutamente nulla di pianificato fino a lunedì. Il che vuol dire, ogni istante, fare  quello che più piace senza programmi ne vincoli (code in autostrada, località affollate... bleah!), tante persone da vedere, tanti posti di Milano che attendono una visita da troppo tempo.

A proposito di Milano, in un commento al blog di Frogg consigliavo un baracchino dei panini con il forno a legna... beh, ci siamo andati domenica mattina (verso le 5:00)... arriviamo belli affamati in auto, e ci troviamo una dozzina di persone che si stanno prendendo a calci nel culo, si spintonano tra le macchine, ragazze che piangono, un rincoglionito stava tirando fuori una cazzuola da muratore dal baule...
Bhe insomma una rissa in piena regola!
Il mio amico alla guida parcheggia non troppo distante, ci guardiamo con l'espressione da "evitiamo di farci accoltellare ma se la cosa degenera sangue freddo e facciamo qualcosa"... arriva una ragazza strillando "chiamate la polizia".
Faccio io o fai tu? Bah, alla fine chiamo io il 113... ma così come è iniziata la rissa finisce, nel senso che tutti saltano in macchina e sgommano via.
Alla finerimaniamo solo noi... mentre ci allontanavamo abbiamo visto la polizia arrivare (meglio tardi che mai, d'altra parte ci avranno messo forse 5 minuti scarsi).

Eravamo molto scossi: siamo rimasti senza panino!
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domenica, 29 maggio 2005

Il momento più bello della giornata è stato... tornare a casa in moto stasera! In tangenziale, bello tranquillo a 90 Km/h, giacchetta leggera di pelle che neanche ti fa sentire il vento, temperatura perfetta! :-)
Stasera potrei parlare del referendum francese, di carta UE, di contratto degli statali... ma no, perchè rovinarmi da solo questa piacevole sensazione di benessere?
Buona serata a tutti

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venerdì, 27 maggio 2005

Scusate, è più forte di me, non riesco a trattenermi. Il corriere online titola così:

Berlusconi: «In Italia benessere e ricchezza»
«L'Economist sbaglia a raffigurarci con le stampelle. L'Italia è un paese ricco e benestante. Lo dimostrano i dati sulle case di proprietà, sulle automobili, sui telefonini e su alcune regioni che sono fra le più ricche di Europa». Silvio Berlusconi non deflette dal suo ottimismo e anche in occasione della conferenza stampa con Tony Blair tenutasi a Palazzo Chigi diffonde messaggi di fiducia al Paese che attraversa una fase di acuta crisi. Per farlo contesta la copertina del settimanale britannico, lo stesso che lo definì inadatto a governare, e che di recente ha titolato sull'«Italia malata d'Europa»

In questo momento voi non immaginate neanche quando io stia male. Quanto mi stia vergognando di essere rappresentato, in quanto italiano, in questo modo che non riesco a condividere.
Non è tanto la "boutade" di Berlusconi, alle quali ormai siamo abituati, ma è il raccapriccio di sapere bene come il resto d'Europa prenda queste affermazioni. Lui crede di essere ottimista, simpatico, "italiano"... ma vi giuro che un britannico, un tedesco, un irlandese (vero Sgru?) non vedranno queste parole come una simpatica trovata teatrale, ma freddamente e cinicamente come la dimostrazione che siamo un popolo di cialtroni.
Ma si rende conto, il nostro primo ministro, che esistono delle cose chiamate differenze culturali?

Ho girato un po' e ho lavorato con persone provenienti da tutta Europa. Vi assicuro che sentirsi dire "ma davvero sei italiano? non l'avrei mai detto" all'inizio fa sorridere ma alla lunga è faticoso. Eppure li capisco, visto che questo è quello che traspare di noi nelle occasioni ufficiali...
Ultima cosa: sul cv che sto facendo girare ho dovuto mettere un numero non italiano (per la precisione, irlandese). Altrimenti non mi chiamava nessuno. Carta canta, questa è la triste realtà.

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giovedì, 26 maggio 2005

Stavo riflettendo sul mio ambiente lavorativo.

Il mio diretto superiore da due anni è una donna.

Il responsabile del cliente per il quale sono consulente è una donna.

Il co-project manager con cui sto lavorando è una donna.

I miei clienti interni sono quasi tutte donne.

Tipicamente in ogni riunione la maggioranza è femminile.

No, non lavoro a Vanity Fair.

 

SI, MI TROVO BENISSIMO!

 

Ora, scherzi e battutine scontate a parte, credo di essere in una situazione un po' atipica. A livello professionale non ho mai notato differenze sostanziali tra i due sessi, negli approcci, nei risultati.

Ci sono uomini isterici e donne carrieriste (ribaltamento rispetto ai luoghi comuni), ma la maggioranza sono uomini professionali e donne professionali. Secondo me in ambienti veramente misti (ad ogni livello, peraltro, anche manageriale) non c'è spazio per il sessismo.

La grande differenza rispetto ad ambienti prevalentemente maschili è visibile però nell'abbigliamento. Laddove i maschi sono ormai da 150 anni bloccati nella consuetudine del completo griglio, e si possono caratterizzare solamente con colori diversi della cravatta preferita, l'abbigliamento femminile è mediamente molto più informale e piacevole alla vista. Curato, bello, colorato, senza eccessi ma di fatto ognuna può vestirsi come le pare.... cosa che noi maschietti possiamo fare solo se estremamente anticonformisti.

Ecco, a volte ci sono delle piacevoli esagerazioni... in estate credetemi a volte è dura fare una riunione con una decina di coetanee in magliettina corta, gonnellina e sandaletti URGH! Meno male che sono miope. Giuro che a volte se un mio collega dovesse usare lo stesso stile di alcune colleghe dovrebbe venire con la maglietta “a rete” traforata e le catene d'oro al collo!

Ora sono in sala break, sto aspettando una riunione, e mi diverto a vedere le varie persone che a gruppi vengono a scherzare e a prendere il caffè. Magari pensano che sto facendo una presentazione con il mio portatile... invece sto scrivendo queste cazzate!

Ora la riunione comincia... saludos!

 

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mercoledì, 25 maggio 2005

Uff, queste notti fatico a dormire... non mi è mai successo! Bah...
Ieri sono andato ad un incontro riguardo i prossimi referendum sulla legge 40, la famosa fecondazione medicalmente assistita.
Fra un po' dovremo andare a votare su un argomento ben delicato...
L'incontro era per spiegare le ragioni di chi pensa che questa legge sia giusta e che debba essere mantenuta.
Nel mio caso, tuttavia, sono riusciti a convincermi definitivamente ad andare a votare SI, per l'abrogazione.
Sebbene io abbia trovato le loro argomentazioni etiche molto corrette (l'embrione come essere umano in potenza e così via) non riesco ad accettare i mezzi che stanno utilizzando.
  • detesto che si legiferi continuamente su qualsiasi cosa. L'Italia ha bisogno di meno leggi. Qualunque cosa io possa abrogare, l'abrogherò
  • detesto ancora di più che si legiferi sulla libertà degli altri di fare cose che non danneggiano minimamente la mia
  • considero vigliacco il consiglio di non andare a votare per far si che non si raggiunga il quorum, e che quindi fosse come se vincesse il "no". Qui devo spiegarmi meglio, con un esempio. Diciamo che circa il 40% degli elettori si astiene per ragioni strutturali e normalissime, supponiamo che il 40% vada a votare "SI" e che il rimanente 20% vada a votare "NO": in questo caso vincerebbe il si, giustamente perchè maggioranza di chi si è espresso. Diciamo invece che le persone che vogliono votare "NO" non vadano proprio a votare, non si raggiunge il quorum quindi di fatto vincono pur essendo MINORANZA. E' come se tirassero in modo scorretto dalla loro parte quelli che non sono andati a votare per altri motivi
  • mi toglie il sonno il fatto che molti temano che, eliminata questa legge, con un effetto a valanga si possa iniziare a parlare di altri tabù come la legge 197 sull'aborto e... orrore estremo... sull'eutanasia. E invece sarebbe il caso di parlarne di più, altro che di meno!
Insomma, alla fine questa non è una legge mostruosa, e il mondo non finirà in preda alle fiamme demoniache ne con questa legge ne senza. Quello che mi preoccupa sono sempre i toni assolutisti di chi sta da entrambe le parti della barricata.
E ripeto: io voterò si perchè una legge in meno è un respiro di sollievo in più.

Ora datemi del qualunquista...
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domenica, 22 maggio 2005

Ieri ho scoperto che la categoria di musica che mi piace -che mi fa impazzire- ha un nome: Gothic.
Ieri -venerdì- un gruppo di cui il chitarrista è un mio amico di gioventù -andavamo in moto insieme a 18 anni- si è esibito allo Zoe (http://www.zoeclub.it). Il gruppo si chiama Macbeth  (http://www.macbeth.it), hanno già pubblicato 3 cd e non riesco a smettere di ascoltarli. Quel genere di musica mi prende da paura.
La cosa divertente è che, grazie all'Ipod shuffle -quello piccolo piccolo che sta dietro la cravatta- ce li ho dovunque. Questo genera scene molto buffe... ma ve lo immaginate un consulente -al solito vestito di tutto punto con il suo completo grigio- in attesa di un meeting da lui stesso organizzato che si rinchiude dentro un mondo magico e inizia a schitarrare al vento??? Beh, dove lavoro io succede spesso perchè sono io...

Come dice Sel (http://deslunes.splinder.com), che figata avere 33 anni (e aggiungo io, essere un buon professionista comunque sia) e poter fare il cazzo che ti pare, senza dover più dimostrare nulla a nessuno...
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mercoledì, 18 maggio 2005

Io sono un uomo libero

Mentre lottavo, vedevo gli altri che parlavano in nome della libertà e, quanto più difendevano questo diritto assoluto, tanto più si dimostravano schiavi dei desideri dei genitori, di un matrimonio in cui avevano promesso di rimanere accanto al coniuge "per il resto della vita", oppure si rivelavano succubi della bilancia, delle diete, dei progetti interrotti a metà, degli amori ai quali non si poteva dire "No" o "Basta", dei fine settimana in cui erano  costretti a pranzare con chi non desideravano.
Schiavi del lusso, dell'apparenza del lusso.
Schiavi di una vita che non avevano scelto, ma che si erano obbligati a vivere: perchè qualcuno, alla fine, li aveva convinti che quell'esistenza era la migliore per loro.
E così attraversavano giorni e notti uguali, in cui l'avventura era soltanto una parola in un libro o un'immagine del televisore sempre acceso, e ogni volta che si apriva una porta, loro dicevano: "Non m'interessa, non ne ho voglia".
Come potevano sapere se ne avevano voglia o no, visto che non si erano mai presi la briga di provare? Ma era inutile porre la domanda: in realtà, avevano paura di qualsiasi cambiamento che potesse scuotere quel mondo al quale si erano abituati.
L'ispettore ha detto che sono libero.
Lo sono adesso, e lo ero in prigione, perchè la libertà è sempre stata la cosa che più desidero e rispetto a questo mondo.

(Paulo Coelho, Lo Zahir - 2005)

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martedì, 17 maggio 2005

Sempre in giro per viaggi

Ecco che non scriviamo piu....:-(

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giovedì, 12 maggio 2005

Ciao Sgru, bentornata a casa.
Anche a me ha fatto piacere conoscerti, io credo che continueremo a scriverci come prima perchè questo è un piano diverso. Certo che ascolterò i tuoi lamenti, perchè sono particolari. Oserei dire: unici. Perchè non sono mai lamenti fini a se stessi, ma riflessioni che in se portano già il germe della loro soluzione; non so se mi spiego, ma dal primo giorno che ti ho letta ho pensato proprio al fatto che ti poni da sola dei problemi come sfida intellettuale a risolverli, o meglio a rifletterci sopra. Non lo trovi positivo? Forse faticoso, ma positivo.
Per quanto scrivi nell'altro blog, ovvero del fatto che siano tutti scontenti, non posso che darti ragione. La cosa sta cominciando a stufare anche me: peraltro hai visto come reagisco e di quali persone mi circondo per evitare di unirmi al coro di pianti.
Invece qui sotto scrivi "Vorresti scrollarti di dosso l'abitudine e il torpore. La voglia di fare e dire. Di comunicare. Ti vien voglia di dire caxxo perche non posso farlo anche qui"... già... perchè non puoi farlo anche li?
E' solo più difficile ma non è impossibile. L'ultima volta che sono stato a Dublino mi sono innamorato di certi aspetti della vita Irlandese, poi mi sono chiesto "ma non posso importarli anche a Milano"? La risposta è stata si, a patto di cercare lo stile di vita che mi piace in alcune persone che non sono certo la maggioranza, qui in Italia. Ma ci sono. Quindi penso che la cosa possa funzionare anche al contrario, come la vorresti tu.
Madonna, forse sto delirando. Sono le 3:00 qui in Italia, è la notte tra mercoledì e giovedì e io sono appena tornato da una delle mie serate. Che poi a guardarmi non sembro uno che fa pazzie, vero?
Non so dove trovo le energie per lavorare, a volte. Però le trovo e questo è un buon segnale... finchè sono tutti soddisfatti del mio lavoro, lo sono anch'io.

See you soon


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mercoledì, 11 maggio 2005

E ti ho conosciuto Oce. E stato bello. Mi ha fatto proprio piacere incontrarti di persona. Ora...forse sara' pu facile scriverci....o forse piu dfficile. Chi puo dirlo. Vedremo.

E difficile tornare a casa. E non sono l'unica a pensarlo. Quando a casa vedi che le case sono pulite nuove e belle e qui hai una catapecchia che per poterla pulire dovresti assumere un esercito di pulitori professionisti per poter avere un risultato decente. Quando a casa c'e una temperatura decente ed accettabile e qui ti ritrovi che la notte arrivano i 2 gradi. Quando poi a casa uscivi praticamente tutte le sere e qui a dublino hai degli amici che ormai non escono quasi piu. Ecco allora cominci a pensare che forse ti sta stretto anche qui come prima ti stava stretto milano. Forse non sei fatta per restare sempre nello stesso posto. Nn lo so. Ti senti stretta e non sai nemmeno perche.

Vorresti scrollarti di dosso l'abitudine e il torpore. La voglia di fare e dire. Di comunicare. Ti vien voglia di dire caxxo perche non posso farlo anche qui. Perche'?

Stasera ho voglia di uscire. Si. Avrei voglia di farlo tutte le sere. Prevedo periodo di tristezza. Ogni scusa e buona per buttarmi in un baratro. Chissa se, ora che mi conosci, continuerai ancora ad ascoltare i mie lamenti. Mi hai detto che son diversa. Che mi butto giu. Mh. Chissa.

Vorrei parlare inglese...molto di piu di quanto mi capiti. Molto di piu.

Ecco. Un abbraccione Oce. Grazie per le serate che mi hai donato :-)

postato da Sgruf0letta alle 17:06 | Permalink | commenti | commenti (svolazzanti)

martedì, 03 maggio 2005

Ciao Sgru, nel caso tu ti connettessi prima di sentirmi... io stasera volevo andare qui con un po' di amici:
http://www.esterni.org/milano/opensource/opensource_050503.php

Martedì 3 maggio h. 20.00
via Paladini 8

Torna il Museo d’Arte Momentanea

In occasione del MiArt, la mostra internazionale d'arte contemporanea (e di polemiche), in programma dal 5 all'8 maggio a Milano, esterni open source chiama a raccolta creativi e artisti del momento... e la palazzina di Via Paladini si trasforma in officina creativa, laboratorio, atelier e finalmente in Museo d’Arte Momentanea.

Nello stesso momento al bar trattoria di esterni specialità gastronomiche di vario genere e colore...


Ti unisci, vero? :-)

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